
Calcio travolto dallo scandalo: bufera in serie A - Sport361.it (screen Youtube)
Il VAR doveva essere la grande rivoluzione del calcio moderno, lo strumento in grado di ridurre le polemiche e restituire giustizia alle decisioni arbitrali.
Nella stagione di Serie A in corso però, il Video Assistant Referee è diventato spesso e volentieri l’imputato principale delle domeniche calcistiche. Accusato di incoerenza, lentezza, e – soprattutto – di utilizzare due pesi e due misure, il VAR ha finito per alimentare ancora di più il dibattito, anziché sedarlo. Dalle decisioni controverse su falli di mano e rigori non concessi, ai cartellini rossi revocati o assegnati in maniera discutibile, la sensazione diffusa è che l’applicazione del protocollo vari troppo a seconda del match o della interpretazione soggettiva del direttore di gara.
E a nulla sembra essere servita l’introduzione delle immagini VAR sui maxischermi degli stadi, pensata per aumentare la trasparenza: anzi, ancora non c’è stato modo di testare la reale utilità di questa novità. Gli stessi addetti ai lavori, dagli allenatori ai dirigenti, continuano a sollevare dubbi sull’uniformità di giudizio. Il risultato? Un clima pesante, dove il VAR è ormai percepito più come un elemento disturbante che chiarificatore. La fiducia verso uno strumento nato per aiutare il gioco è ai minimi storici, soprattutto dopo lo scandalo scommesse che ha coinvolto gli addetti in sala VAR.
Scandalo in Bulgaria, scommesse al VAR
Si grida allo scandalo in Bulgaria, dove un video virale ha scoperchiato un caso potenzialmente esplosivo: durante la partita di First League tra CSKA Sofia e Lokomotiv Sofia, le telecamere hanno inquadrato la sala VAR pochi istanti prima del fischio d’inizio. Fin qui nulla di anomalo, se non fosse che un tecnico addetto alla gestione delle immagini è stato ripreso mentre consultava un sito di scommesse dal proprio cellulare. Le immagini mostrano chiaramente i due arbitri VAR e AVAR, Volen Chinkov e Stoyan Arsov, intenti a osservare i monitor, mentre alla loro sinistra il tecnico stringe il telefono e naviga tra quote e partite. Un comportamento inaccettabile, ancor più grave considerando il delicatissimo ruolo svolto dal VAR, che dovrebbe garantire la massima imparzialità e trasparenza nelle decisioni arbitrali.

Lo stesso operatore, accorgendosi di essere inquadrato, ha mostrato un’espressione sorpresa, ma il danno ormai era fatto. Sui social è esplosa la polemica, con decine di tifosi e opinionisti che chiedono l’immediato allontanamento dell’uomo coinvolto e indagini approfondite per verificare eventuali responsabilità. Un episodio che riaccende i riflettori sul rapporto tra calcio e scommesse, e che potrebbe scuotere il sistema arbitrale bulgaro, con ripercussioni anche a livello internazionale.