
Matteo Berrettini: "Vorrei rinascere come Sinner per scoprire cosa si prova a non sbagliare" - Intervista esclusiva durante il torneo di Wimbledon. - (Credit: www.oasport.it)
Matteo Berrettini ha catturato l’attenzione durante i Supertennis Awards, un evento di prestigio per il mondo del tennis italiano, organizzato dal noto canale televisivo dedicato a questo sport. Insieme a Jannik Sinner, il tennista romano ha dimostrato non solo le sue abilità sportive, ma anche un lato umano e simpatico, intrattenendo il pubblico e i presenti con battute e momenti di vera complicità. Famoso per il suo percorso da finalista a Wimbledon nel 2021 e per il recente successo in Coppa Davis, Berrettini ha portato sul palco anche la riflessione sulle pressioni e le emozioni che caratterizzano la carriera di un atleta di alto livello.
Un’atmosfera di leggerezza e amicizia
Durante il talk show condotto da Piero Chiambretti, i due atleti hanno condiviso momenti di ilarità. Berrettini non si è tirato indietro quando la domanda su una possibile rinascita in Jannik Sinner è emersa. La sua risposta scherzosa ha rivelato tanto del suo carattere. “Sì, per scoprire cosa si prova a non sbagliare mai,” ha dichiarato, sottolineando la leggerezza con cui affronta anche le domande più impegnative. Sinner, che ha risposto in modo altrettanto affettuoso, ha dedicato alcuni complimenti a Berrettini, suggerendo che la sua presenza nel circuito non si basa solo sulle doti tecniche, ma anche su un appeal che, però, il tennista romano ha prontamente ribadito: “La bellezza non mi ha aiutato nel mio lavoro. Sulla palla break non è che mi salvo con un sorriso.”
Questa interazione non ha solo divertito, ma ha permesso ai fan di apprezzare la sincerità tra due dei più promettenti talenti del tennis italiano. La loro amicizia e rivalità sportiva si riflettono in ogni parola, rendendo evidente quanto si rispettino a vicenda.
Affrontare la pressione e la paura di perdere
Berrettini ha toccato un tema più profondo, parlando della paura di perdere, un elemento comune nella vita di ogni atleta. A differenza di Sinner, che sembra affrontare ogni sfida con una serenità quasi zen, Berrettini ha confessato di sentire la pressione. “Al contrario di Jannik, mi capita di perdere, ma ho sempre avuto la sensazione che senza la paura io non riesca a performare bene. Io ce l’ho paura, ma la uso per andare oltre i miei limiti e trovare motivazioni,” ha spiegato. Questo approccio evidenzia una vulnerabilità che molti atleti, spesso percepiti come invincibili, nascondono. La capacità di Berrettini di trasformare l’ansia in motivazione è un aspetto che il pubblico ha accolto con grande interesse, rendendolo un esempio di resilienza.
Nel mondo dello sport, dove il successo è spesso misurato in vittorie e trofei, la consapevolezza delle proprie debolezze e la capacità di convertire la paura in un motore propulsivo possono rivelarsi determinanti.
Celebrare i successi condivisi
Un momento significativo della serata è stato quando Berrettini ha parlato del suo trionfo in Coppa Davis, descrivendo quel momento come uno dei più felici della sua carriera. “Un percorso iniziato a Bologna… c’è il lavoro di tutto il team. Nelle nostre lacrime c’era tutto questo,” ha condiviso, riflettendo l’importanza del lavoro di squadra nell’ambito del tennis, che spesso viene visto come uno sport individuale. Questa dichiarazione ha messo in evidenza come il successo non dipenda solo dalle capacità tecniche di un singolo giocatore, ma anche dall’impegno collettivo del team.
Berrettini ha poi fatto riferimento ai suoi sentimenti del passato. “Un anno fa ero qui come ospite e guardavo la Davis con la speranza di poterla alzare da protagonista, ora quel sogno è diventato realtà,” ha aggiunto, provando come i sogni possano trasformarsi in risultati tangibili. Queste parole risuonano con chiunque abbia mai inseguire un obiettivo, mostrando che anche i più grandi atleti hanno vissuto momenti di dubbio e incertezza.
Con un messaggio di passione per il tennis e una chiara determinazione a continuare il suo percorso nella disciplina, Berrettini ha lasciato un’impronta significativa, non solo come atleta, ma anche come fonte di ispirazione per molte giovani promesse del tennis italiano.