
Peccatore: "Non auguro a nessuno di passare i momenti vissuti" - Dichiarazione rilasciata da Luca Rossi, residente a Milano, dopo l'incidente stradale in via Roma. - (Credit: www.tennisitaliano.it)
Il tennista Jannik Sinner, recentemente nominato Uomo dell’Anno da Esquire Italia, ha condiviso riflessioni personali e professionali in un’intervista esclusiva. Attraverso le sue parole, il giovane atleta altoatesino affronta la complessità della vicenda doping che lo ha coinvolto e offre uno sguardo sul suo stile di gioco. L’intervista, condotta dal direttore Giovanni Audiffredi, è un’occasione unica per comprendere la mentalità e le emozioni di Sinner, che si prepara per il numero in uscita a dicembre.
Le emozioni legate alla vicenda doping
In un passaggio significativo dell’intervista, Sinner ha descritto i momenti bui legati alla situazione di doping, esprimendo una vulnerabilità inedita. Ha sottolineato come l’oscura esperienza lo abbia portato a sentirsi isolato: “Non auguro a nessuno di passare i momenti che ho trascorso io. Ho visto il buio.” Questo commento rivela la pressione e la solitudine che può accompagnare le accuse, nonostante la sua determinazione di mantenere la propria innocenza.
La confusione e l’incertezza emotiva lo hanno accompagnato, portandolo a notti insonni e a una costante lotta interiore. La sua situazione ha sollevato interrogativi tra coloro che lo seguivano da vicino; Sinner ha affermato che molte persone intorno a lui si sono rese conto che qualcosa non andava nel suo comportamento. Questa consapevolezza ha reso ancor più difficile l’affrontare il periodo oscuro, in cui la paura di essere giudicato ha messo a dura prova le sue relazioni. “Mi sono sentito perso,” ha spiegato, mentre rifletteva sull’impatto emotivo di questa esperienza.
Tuttavia, Sinner ha trovato un certo sollievo nella sincerità di coloro che lo sostenevano: “Tutti hanno detto subito la verità e questo mi ha permesso di giocare.” Malgrado le difficoltà, la sua determinazione a ritrovare la serenità si è vista nel suo ritorno in campo a Wimbledon, dove si è sentito particolarmente vulnerabile. Racconta di come fosse “bianco come un fantasma” durante le partite, evidenziando la pressione costante che lo accompagnava. La chiave per affrontare le difficoltà, come emerso dall’intervista, è stata capire chi sono i veri amici, quelli pronti a sostenerlo anche nei momenti più complicati.
Il tennis di Jannik Sinner
Attraverso le sue parole, Sinner ha anche avuto l’opportunità di delineare il proprio stile di gioco, rispondendo a quelle poche persone che non hanno avuto ancora l’occasione di osservarlo sul campo. Descrivendosi, Sinner ha affermato: “È un misto tra solido e aggressivo.” Questo equilibrio fra offensive e difensive è parte integrante della sua strategia, con una particolare enfatizzazione sulla sua tendenza a evitare il gioco di difesa.
Ha anche rivelato le sue aree di miglioramento, come il gioco a rete, sottolineando che “ancora non lo so praticare bene.” Questo è un elemento interessante, poiché mettendo a nudo le sue insicurezze, Sinner dimostra la volontà di crescere come atleta. Una figura che ha influenzato significativamente il suo percorso è Daniil Medvedev, un avversario che lo ha spinto a sviluppare nuove tecniche e strategie, come il serve & volley, una manovra che inizialmente non faceva parte del suo repertorio.
In sintesi, l’intervista evidenzia non solo la resilienza di Sinner di fronte a criticità sia personali che professionali, ma anche la sua dedizione al tennis e il costante desiderio di perfezionare ogni aspetto del suo gioco. Il suo approccio combina passione e impegno, rendendolo un atleta da seguire con attenzione nel futuro.