
Swiatek sul caso doping a Roma: "Sono stata disgustata dal tennis. Sinner? Ogni caso è diverso" - (Credit: www.gazzetta.it)
Impactata da recenti eventi, Iga Swiatek, attuale numero due del mondo del tennis, ha condiviso la sua esperienza drammatica legata a un test di positività per una sostanza vietata. In un’intervista con la giornalista polacca Anita Werner, la giovane tennista ha descritto il suo stato d’animo e i costi significativi che ha dovuto affrontare per difendersi. Questo evento ha suscitato dibattiti e comparazioni con altri atleti coinvolti in situazioni simili, ma Swiatek insiste sulla singolarità del suo caso.
La reazione di una campionessa
Nella conversazione, Iga Swiatek ha riportato il suo shock e la sua devastazione nel momento in cui ha appreso del test positivo per la trimetazidina, una sostanza presente in un integratore di melatonina da lei assunta. “La mia reazione è stata violenta,” ha affermato, ricordando l’istante in cui ha ricevuto la notifica. “Ricordo le lacrime e un senso di panico immediato.” Questo feeling l’ha colta impreparata, poiché il suo primo pensiero fu legato alla gravità della situazione, paragonando il suo stato a quello di una persona colpita da una tragedia. La tennista ha descritto il momento più critico quando ha aperto l’email in cui ha trovato la notizia. “Ho pianto e non riuscivo a credere a ciò che stavo leggendo.” La sensazione di impotenza e lo spavento di trovarsi in una situazione del genere sono state forti, tanto che si è detta sollevata di non essere stata sola a gestire la notizia.
La difesa e le prove
Swiatek ha illustrato come, nonostante la tempesta emotiva, ha cercato di mettere in atto una strategia per dimostrare la sua innocenza. Grazie alla disponibilità di una fiala del prodotto contestato, ha potuto farla testare in un laboratorio specializzato negli Stati Uniti. “Essere in grado di dimostrare la mia versione dei fatti mi ha dato una certa sicurezza,” ha dichiarato. Inoltre, ha sottolineato che la sua situazione, per quanto drammatica, è stata gestita secondo le normative vigenti. L’atleta ha affermato di aver accettato le crescenti procedure burocratiche, evidenziando come il sistema fosse strutturato in modo da garantire che ogni caso fosse trattato con scrupolo.
Le comparazioni con altri atleti
La tennista ha discusso le tensioni create attorno alle comparazioni tra il proprio caso e quelli di altri sportivi coinvolti in situazioni simili, come Jannik Sinner e Simona Halep. “Ogni caso ha le sue peculiarità,” ha dichiarato. Swiatek ha sottolineato quale fosse stata la differenza nei loro percorsi, rendendo complicata e poco utile la creazione di confronti diretti. Secondo lei, le varie procedure messe in atto dalle autorità competenti rendono ogni situazione unica e la necessità di un processo equo e trasparente è fondamentale per il futuro del mondo sportivo.
I costi della difesa legale
Un aspetto significativo emerso dall’intervista riguarda i costi ingenti legati alla difesa legale che Swiatek ha dovuto affrontare. Ha rivelato di aver speso circa 70.000 dollari per l’avvocato e un ulteriore importo di 15.000 euro per esami medici e consulenze specialistiche. Ha riconosciuto di avere la comodità economica di affrontare tali spese, un vantaggio che molti atleti di livello inferiore non possono permettersi. Questo, secondo Swiatek, è un problema serio nel mondo del tennis, dove non tutti hanno accesso a risorse necessarie per difendersi in caso di problemi legali. “Mentre io sono riuscita a coprire le spese legali senza problemi, so che non tutti possono farlo,” ha detto, invitando a considerare le ingiustizie economiche presenti nel circuito tennistico.
Swiatek conclude rivendicando l’importanza di un clima di giustizia e trasparenza nel tennis, consapevole delle sfide e delle pressioni che ogni atleta deve affrontare quando si trova nel mirino delle autorità.