
Terribile, Formula 1 sconvolta: "È stato uno choc" - Sport361.it (screen Youtube)
In casa Red Bull torna a soffiare vento di tempesta. La stagione 2025, già cominciata tra tensioni e polemiche ereditate dall’anno passato, ha subito un nuovo scossone dopo la decisione di retrocedere Lawson.
Riassegnando il giovane alla scuderia satellite Racing Bulls, in favore della promozione di Yuki Tsunoda al fianco di Max Verstappen, la mossa ha lasciato strascichi pesanti all’interno del box di Milton Keynes, dove l’atmosfera è tutt’altro che serena. Il malumore è evidente, anche perché la scelta non è stata digerita da chi si aspettava maggiore stabilità dopo un inizio di stagione tutt’altro che dominante. Se l’anno scorso la Red Bull sembrava inarrestabile, oggi la situazione è ben diversa. Dopo i primi due GP, la McLaren è la vera regina del Mondiale, con Oscar Piastri e Lando Norris che hanno conquistato la doppietta in Cina e messo pressione al team anglo-austriaco.
Anche la Mercedes è tornata minacciosa, mentre la Red Bull sembra poggiare tutto sull’ennesimo miracolo tecnico e tattico di Verstappen. Proprio il quattro volte campione del mondo, già scosso da mesi di tensioni con il management e ancora fedele al suo mentore Helmut Marko, non avrebbe affatto gradito l’ennesima decisione imposta dall’alto. Il malcontento cova sotto la cenere, e la sensazione è che il gruppo stia perdendo coesione. Con una concorrenza agguerrita e interna fragile, la Red Bull rischia di vivere una stagione molto più complicata del previsto.
Tensioni alla Red Bull, Lawson: “Non mi hanno dato tempo”
Liam Lawson non l’ha presa bene. La decisione della Red Bull di retrocederlo dopo appena due Gran Premi, per far posto a Yuki Tsunoda accanto a Max Verstappen, è stata accolta dal neozelandese come una vera e propria doccia fredda. Dopo giorni di silenzio, è stato lo stesso pilota a rompere gli indugi, affidando a Sky Sports UK uno sfogo che rivela tutta la frustrazione per un’opportunità bruciata troppo in fretta. Non mi è stato dato il tempo. È stato uno shock, qualcosa che non mi aspettavo – ha dichiarato Lawson, spiegando come i suoi problemi non fossero tanto legati allo stile di guida, quanto all’adattamento a una monoposto difficile da interpretare.

Sembrava che a ogni sessione ci stessimo adattando a qualcosa. Correre su piste che conoscevo mi avrebbe aiutato, ma non è dipeso da me. Il riferimento è chiaro: Melbourne e Shanghai, due tracciati mai affrontati prima, con condizioni complicate e formato Sprint che ha lasciato poco margine per prepararsi. A peggiorare il bilancio, anche alcuni problemi tecnici nei test pre-stagionali. Lawson, che a Tokyo ha comunque partecipato allo showrun Red Bull, non ha nascosto l’amarezza: dietro i sorrisi per le foto ufficiali, resta il rammarico per una bocciatura frettolosa che potrebbe lasciare il segno nella sua carriera.